Agropoli – Baby squillo sull’asse Roma-Cilento: 2 indagati

Sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione, queste le accuse rivolte a un 53enne di Pollica, G. V., adesso agli arresti domiciliari e a un 32enne di Battipaglia, F. D., per il quale è subito scattato il divieto di dimora nel comune di Agropoli.

Era infatti in un’abitazione alle porte del Cilento che si prostituivano giovanissime ragazze provenienti per la maggior parte dall’Europa dell’Est.

I militari del reparto operativo di Salerno, della compagnia di Vallo della Lucania e della stazione di Pollica nella mattinata di ieri hanno, dunque, proceduto al sequestro preventivo dell’alloggio, di proprietà del 32enne di Battipaglia.

Le ordinanze di applicazione delle misure cautelari personali e di sequestro preventivo sono state disposte dal gip del Tribunale di Vallo, su richiesta del procuratore capo Giancarlo Grippo e dal sostituto procuratore Valeria Palmieri.

Le prostitute provenivano quasi tutte dall’Est europeo, per lo più dalla Romania.

Il reclutamento, però, aveva luogo a Roma, grazie all’intermediazione di una donna italiana, la quale reclutava le avvenenti ragazze e dalla capitale le faceva arrivare nel Cilento.

Nel Cilento infatti le giovani prostitute alloggiavano in varie località, per poi spostarsi in un’abitazione sita in località Madonna del Carmine di Agropoli, laddove avveniva materialmente l’attività di prostituzione.

Le ragazze, con un’età compresa fra i 18 e i 25 anni, proprio per non alimentare sospetti da parte delle forze dell’ordine, variavano di volta in volta.

Le tariffe non erano troppo esose, tanto che, fra gli uomini che ne alimentavano i guadagni vi erano anche ragazzi giovanissimi.

I guadagni venivano poi equamente divisi tra gli sfruttatori e le prostitute.

Il giro illecito è stato scoperto sia attraverso le numerose intercettazioni telefoniche, nelle quali i due sfruttatori concordavano gli appuntamenti nell’abitazione agropolese, sia mediante i vari appostamenti.

Non è la prima volta che le forze dell’ordine operano nel Cilento arresti per sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione.

Negli ultimi 2 anni, infatti, sono state diverse le operazioni contro il fenomeno della prostituzione tra Agropoli e Capaccio.

I blitz più importanti risalgono al 2012, quando a Capaccio fu scoperto dalla polizia locale un club a luci rosse, il cui gestore è stato condannato a due anni e sei mesi.

Le indagini partirono attraverso agenti infiltrati che, spacciandosi per normali clienti, raccolsero tutti gli elementi utili a inchiodare l’imprenditore con numerose prove audio e video, a conferma della vasta attività di prostituzione, effettuata nell’alcova del sesso.

Decine le prostitute provenienti dalla Romania, Bolivia, Paesi dell’Est, Brasile, Equador, di età compresa tra i 22 e i 35 anni, regolarmente in Italia.

Almeno 120 le prostitute, 800 i tesserati ufficiali che frequentavano il club situato lungo il litorale di Paestum.

Nell’aprile dello stesso anno fu scoperta un’organizzazione dedita allo sfruttamento della prostituzione che operava tra Capaccio, Agropoli e Milano.

A capo del sodalizio criminale una coppia di coniugi, promotori e organizzatori del giro di squillo.

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