Vallo della Lucania, il letto del Badolato tra detriti e fango

Vallo della Lucania, il letto del Badolato tra detriti e fango

8 novembre 2018 0 Di Redazione GwTelevision

Chiesti interventi celeri 

Il fiume Badolato che scorre a Vallo della Lucania non smette di attirare su di sé le attenzioni degli abitanti della frazione di Massa. Come denunciato dal nostro telegiornale nell’edizione di ieri, il letto del fiume presenta in più punti delle criticità. Fango, pietre e tronchi preoccupano i residenti, spaventati anche dalle notizie che in questi giorni hanno riempito i notiziari nazionali. La Sicilia, la Calabria, il Veneto e l’Emilia sono in ginocchio a causa di inondazioni, alluvioni e piene dovute proprio all’incuria in cui versavano i corsi d’acqua.

I detriti presenti sul letto dei fiumi vengono spostati dalle ingenti masse d’acqua piovute dal cielo e si bloccano nelle anse dove non hanno possibilità di defluire. Qui vengono accumulate dall’acqua formando una vera e propria diga che il fiume non riesce a superare se non fino a quando esso esplode in tutta la sua forza, portando distruzione al territorio limitrofo e in qualche caso, come insegna la storia recente, anche morte. La situazione del Badolato, senza voler creare allarmismi, è preoccupante.

Con le nostre telecamere siamo stati alla frazione Massa e abbiamo dovuto constatare che le denunce anonime arrivate in redazione sono fondate: in alcuni punti l’incuria regna sovrana, grandi tronchi si adagiano placidi sul letto del fiume, la spazzatura, colpa dell’inciviltà, sembra aggrapparsi alla vegetazione come un naufrago in cerca della salvezza. Le recenti piogge, ed è un qualcosa che si nota facilmente, hanno trasportato dal Monte Gelbison detriti, fango e rami ma con la stagione invernale alle porte, e conseguenti temporali di intensità sicuramente maggiore degli ultimi, si rende necessario un intervento da parte di chi di dovere. «Abbiamo paura – dicono gli abitanti della frazione – la pulizia del fiume è importante come lo sono anche le nostre case e la nostra incolumità. Si deve intervenire al più presto».

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