Cronaca

SINDACO DE LUCA – È candidabile ed eleggibile, ma non potrà ricoprire cariche per 18 mesi

In soli due giorni il sindaco di Salerno Vincenzo De Luca è stato messo al tappeto. Mercoledì la condanna in primo grado ad un anno per abuso di ufficio, che fa scattare la “tagliola” della legge Severino che vieta l’esercizio di cariche pubbliche per 18 mesi; e ieri l’udienza conclusiva in Corte d’Appello per la decadenza da sindaco, a causa dell’incompatibilità del doppio incarico ai tempi del Governo Letta – la cui sentenza dovrebbe arrivare nelle prossime settimane – e che, quasi certamente, confermerà il verdetto di decadenza già emesso dal Tribunale.

Vincenzo De Luca, però, è un buon incassatore e non getta la spugna. E ai suoi sostenitori ha ribadito che lui non molla, che resta candidato alle primarie e che non ha alcuna intenzione di ritirarsi dalla corsa per la presidenza della Regione Campania.

Nonostante la sua tenacia, però, la sensazione è che questa volta De Luca abbia infilato una via davvero stretta, da cui difficilmente potrà uscire.

De Luca è stato condannato, in primo grado, ad un anno di reclusione e all’interdizione dei pubblici uffici per lo stesso periodo di tempo. Entrambe le pene sono state sospese, ma la condanna fa scattare l’applicazione della legge Severino che impedisce anche ai condannati in primo grado di poter esercitare funzioni pubbliche.

Ora il vice prefetto vicario, Giovanni Cirillo, dovrà accertare la sussistenza dei motivi di sospensione ed emettere il relativo decreto, che sarà trasmesso all’organo istituzionale che ne validò l’elezione, cioè il Consiglio comunale. È probabile che ciò avverrà a breve, forse già oggi.

De Luca potrà presentare ricorso al Tar, come fece lo scorso anno il sindaco di Napoli De Magistris, e sostenere che la legge Severino è successiva alla sua elezione a sindaco e, dunque, non può essere applicata in modo retroattivo. Tra l’altro la questione della retroattività è anche all’esame della Corte costituzionale. Se gli va bene blocca l’effetto della legge Severino e resta sindaco.

Se nel frattempo, però, viene emessa la sentenza di decadenza per la vicenda del doppio incarico, la materia del contendere al Tar viene meno, perché non essendo più sindaco non ci sarebbero più i presupposti della sospensione dalla carica.

La legge Severino impedisce l’esercizio per 18 mesi di cariche pubbliche, ma l’interessato non perde il diritto di candidarsi e di essere eletto. Dunque De Luca può candidarsi alla presidenza della Regione. Prima, però, se vorrà farlo con Il Pd, dovrà battersi affinché le primarie si facciano; inoltre dovrà ancora essere della partita e, soprattutto, dovrà vincere le primarie e poi le elezioni di maggio. Ma cosa accadrebbe il giorno della proclamazione a presidente della Regione? Per gli effetti della legge Severino non potrebbe esercitare la funzione di presidente per 18 mesi e a quel punto non sarebbe più valido neanche il discorso della retroattività, perché l’elezione sarebbe successiva alla data di entrata in vigore della legge. A quel punto De Luca dovrebbe presentare un nuovo ricorso al Tar.

Queste vicende giudiziarie hanno una ricaduta pure sul Comune: con la sospensione di De Luca le sue funzioni saranno esercitate dal neo vice sindaco Enzo Napoli, ma la data in cui sarà emessa la sentenza di decadenza può incidere su quella in cui i salernitani saranno chiamati ad eleggere il nuovo sindaco e il Consiglio comunale. Se la decadenza di De Luca interviene prima del 23 febbraio allora si voterà a maggio del 2015, altrimenti Giunta e Consiglio comunale resteranno in carica fino all’anno prossimo.

Sempre per gli effetti della legge Severino, una nuova elezione di De Luca a sindaco (creerebbe gli stessi problemi dell’elezione a presidente della Regione. Allo stato dei fatti, solo una modifica della legge Severino potrebbe togliere dall’impiccio Vincenzo De Luca.

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