Alla fine non ce l’ha fatta: si è spento Antonio Valiante

Alla fine non ce l’ha fatta: si è spento Antonio Valiante

7 Gennaio 2019 0 Di Redazione GwTelevision

In giornata si erano rincorse molte false notizie sulla sua morte

Antonio Valiante, 79 anni il prossimo 22 marzo, si è spento poco fa presso l’ospedale di Vallo della Lucania. Lascia moglie e due figli, tra cui Simone, deputato eletto nelle file del Partito Democratico. Una vita, la sua, trascorsa in politica arrivando anche a ricoprire posizioni di rilievo in ambito regionale.

Entrò in politica nel 1960 quando venne eletto consigliere comunale nel suo comune, Cuccaro Vetere, del quale diventò sindaco nel 1964, carica ricoperta fino al 1990. In quell’anno diventa vice di Antonio Bassolino, allora presidente della Regione Campania per la seconda volta. Più volte è stato vicepresidente fino al 2010.

Dal 1993 al 1994 è assessore regionale con deleghe ai Lavori Pubblici, Acque ed Acquedotti, Edilizia popolare e Protezione Civile.

Nel 1994 è deputato della Repubblica nella XII legislatura per la quale è stato componente della Commissione Affari Sociali e in seguito della Commissione Bilancio, Tesoro e Programmazione.

Uomo politico di altri tempi, quando la politica la si faceva nelle piazze e tra la gente, quando non era ancora “ad personam”, quando non era urlata, quando c’era massimo rispetto tra avversari. Valiante era uomo di riferimento della Democrazia Cristiana, il partito più influente, anche nella cultura di massa, della Storia politica italiana.

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1976. Aldo Moro in comizio a Vallo della Lucania, con lui un giovane Antonio Valiante

 

Il mondo della politica è a lutto e in pochi minuti stanno arrivando alla moglie e ai figli attestati di stima da esponenti di tutti i partiti ma soprattutto di gente comune che ha sempre conservato di Valiante un buon ricordo.

Piccola nota a margine. Nella mattinata si era diffusa la notizia del suo decesso e molti autorevoli giornali online, i quali spesso non mancano di criticare il lavoro altrui, l’hanno gettata in pasto ad internet senza controllare la veridicità della fonte. A distanza di qualche anno, Umberto Eco continua ad avere ragione.

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